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L’OpenSource dimentica Linux?

Mi capita di notare sempre più spesso progetti OpenSource anche piuttosto blasonati che presentano i propri prodotti essenzialmente con screenshots presi su Windows o su Mac OS X. Ci avete fatto caso anche voi?

Ma non solo la presentazione estetica, spesso le features e le innovazioni vengono sviluppate primariamente sul porting Windows/Mac del prodotto, e solo secondariamente vengono rese disponibili anche nella versione Linux.

Mi viene in mente Firefox. E’ ormai evidente che tutto lo sviluppo di Firefox avviene principalmente per la versione Windows, poi per la versione Mac, e in ultimo per la versione Linux. Basta aprire il sito principale di Firefox per veder campeggiare immagini del browser prese su Windows o al massimo su Mac.

La cosa mi lascia particolarmente perplesso anche per via del fatto che a me sembra che le cose stiano esattamente al contrario, nel senso che trovo che l’estetica del desktop su Linux – principalmente con KDE4 – ormai sia talmente superiore a quella di Windows 7 e di Mac OS X da rendere insensato persino il tentativo di un confronto. E lo dico da utente che utilizza anche Windows 7, e che è giornalmente accerchiato da utilizzatori di Mac OS (sigh!).

Alcuni mesi fa fece scalpore – nell’ambito geek ovviamente – la notizia del player multimediale Songbird, progetto OpenSource di discreta fama, che ha deciso di abbandonare del tutto lo sviluppo su Linux per concentrarsi solo sugli ambienti Windows e Mac, giustificandosi col fatto che sia gli sviluppatori che gran parte degli utenti del prodotto utilizzano principalmente Windows e Mac.

E’ chiaro che, vista la pletora di applicazioni duplicate, fork di progetti, differenti implementazioni, il mondo Linux non soffre certo di penuria di applicazioni o sindrome di abbandono, ma la cosa mi sembra lo stesso alquanto singolare.

Ritengo “naturale” per un progetto OpenSource avere il proprio ambiente principale su Linux – o al massimo su *BSD, anche se in tal caso non si parlerebbe esattamente di Open Source, ma questo è un altro discorso. Che poi ci si dedichi anche alla versione Windows/Mac va bene, ma sempre con un’attenzione secondaria!

Tutti quanti sembrano aver dimenticato quando, soltanto una decina di anni fa, si profetizzava l’affermazione di Linux come principale sistema desktop, e sembrano comodamente assestati su una pacifica convivenza nel ruolo di comparsa di secondo piano, lasciando a Windows e Mac il ruolo di protagonisti.

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