Menu Chiudi

Slackware Linux 14.0, e il futuro

letture

Il 26 settembre, dopo ben 5 release candidate, a testimonianza di lunga riflessione, è uscita la Slackware 14.0.

L’annuncio ufficiale cita le svariate novità di questa versione, che spaziano dal kernel Linux 3.2.29, a XOrg X11R7; la Glibc 2.15; Firefox & Thunderbird 15.0.1; KDE 4.8.5 (anche se è possibile reperire già la versione 4.9.2 dai repository di AlienBOB); le ultime versioni di Perl e Python, la versione 2.8.x di Gimp, in cui viene finalmente introdotta l’interfaccia a finestra singola.

Spicca inoltre la presenza del compilatore Clang/LLVM, di origine Apple e ormai divenuto il compilatore ufficiale per FreeBSD, che ha guadagnato la scena negli ultimi tempi come realistica alternativa a GCC, il quale è anche lui presente alla release 4.7.1.

Viene inoltre introdotto l’utilizzo di NetworkManager come metodo unificato per la gestione delle interfacce di rete sia ethernet che wireless, e tutta la struttura di script della distribuzione è stata adattata  per la gestione dinamica degli indirizzi sulle interfacce, anche se rimane sempre possibile configurarle con il metodo tradizionale del file .conf. Rimane anche presente Wicd, l’altro gestore di interfacce di rete, che ha meno diffusione nel mondo Linux ma è ugualmente stabile e valido.

A margine della felicità per la release, voglio anche citare quelle che sono le preoccupazioni che si stagliano all’orizzonte per il futuro delle distribuzioni come Slackware, ossia quelle che non si assimilano alle scelte mainstream. Mi riferisco all’avvento di Systemd e Udisks2.

Systemd si propone come gestore dell’init di sistema a soppiantare integralmente sysvinit e l’intera filosofia di gestione avvio e servizi in stile System V o BSD, che da decenni sono alla base di tutti i sistemi operativi di derivazione Unix. Negli ambienti legati a Redhat e GNOME si è affermata l’idea che sia necessario liberare Linux da ogni eredità della tradizione Unix. Immagino che anche il successo di Android, il quale unisce il kernel Linux a una struttura di sistema non di derivazione GNU/Unix, abbia alimentato questa teoria. Non ci sarebbe di per se nulla di male, dato che nel mondo OpenSource da sempre tutti sono liberi di sviluppare nuove soluzioni e alternative, ma in questo caso i sostenitori e gli sviluppatori di Systemd pongono forti pressioni sul fatto che non ci si preoccupi di mantenere più alcun tipo di compatibilità con il sistema init tradizionale, e ne incoraggiano apertamente l’abbandono e la scomparsa, definendo obsoleti e irrilevanti i sistemi che vogliono ancora legarsi a una concezione di stretta derivazione Unix, tra i quali l’intera famiglia *BSD. E’ evidente che questo tipo di approccio, espresso anche in maniere irrispettose e arroganti, se dovesse diffondersi su larga scala potrebbe segnare la fine delle distribuzioni che non volessero adeguarsi ad adottare questo nuovo init, in quanto i vari servizi necessari al funzionamento di un sistema Linux andrebbero a legarsi in maniera sempre più stretta e indissolubile a Systemd rendendo difficile, se non addirittura impossibile, riadattarli all’uso in un sistema init tradizionale.

Systemd inoltre, ed è questo l’aspetto più minaccioso per ragioni che chiarisco poco più avanti, avoca a se le funzioni di dialogo con l’hardware che finora sono state svolte da Udev, il quale è stato fuso in Systemd cessando di esistere come software autonomo.

Udisks2 si inserisce sulla stessa scia, come nuovo metodo di gestione del montaggio dei dispositivi di storage che si distacca dal metodo tradizionale a tal punto che non è più possibile montare i device da linea di comando usando il comando mount!

Vale la pena di sottolineare poi che questi due nuovi software portano con se anche altri due effetti. Il primo è che GNOME 3.2 è totalmente dipendente da systemd e Udisks2, e questo lo lega in maniera esclusiva a Linux e ne impedisce l’uso su BSD. Devo però ammettere che questo è l’aspetto che mi preoccupa di meno, dato che Gnome non mi è mai piaciuto, e non vedo nessun disagio nel non poterlo usare. L’altro effetto è quello di togliere il terreno sotto i piedi a tutti gli altri desktop environment e desktop manager, tra cui appunto KDE, ma anche Xfce e gli altri minori, i quali sono stati integralmente costruiti per dialogare con l’hardware di sistema attraverso Udev e messagebus, e modificarli per lavorare con Systemd sarebbe un lavoro non indifferente, quando fosse possibile.

Le principali ragioni in positivo che spingono all’adozione di questi nuovi sistemi sono il desiderio di velocizzare l’avvio iniziale di un sistema Linux, parallelizzando la partenza dei servizi in modo tale che in pochissimi secondi tutto sia attivo, e il pieno supporto all’inserimento e disinserimento a caldo delle periferiche di storage esterne.

I punti di forza di un sistema init tradizionale invece sono la semplicità e leggibilità delle configurazioni, e la predicibilità della sequenza di avvio, che segue un ordine di partenza dei servizi ben preciso e calcolato, al prezzo di una lentezza nella partenza del sistema, che a mio avviso è assolutamente irrilevante e trascurabile considerate le prestazioni dei moderni sistemi.

Ora, è chiaro che tutto ciò assume un aspetto negativo solo nella misura in cui si attribuisca importanza al mantenimento di un’architettura Unix tradizionale all’interno di una moderna distribuzione Linux, e il tutto sarebbe legittimo e rispettabile se non ci fossero gli espliciti incoraggiamenti e le effettive spinte all’abbandono di ogni compatibilità con il sistema tradizionale.

Bisognerà quindi vedere se nel futuro Slackware sarà obbligata ad adottare Systemd e ad abbandonare la sua proverbiale struttura di file di avvio leggibili e comprensibili, o se si apriranno spazi per la sopravvivenza di un init tradizionale. Tempi duri.

ownCloud 4.0.7

letture

Nella serata di ieri ho completato la migrazione del servizio ownCloud di LoneStar Network alla versione 4.0.7.

Eravamo rimasti alla versione 3.0.2 per moltissimo tempo, per motivi legati alla versione di PHP presente nella Slackware che faceva da base al servizio, ovvero la 13.1. Sarebbe stato necessario passare al PHP 5.3, ma ho preferito attendere l’uscita della Slackware 14 – a cui dedicherò un articolo a parte -, in modo da installare una nuova macchina e la versione più recente del servizio.

Proprio in queste ore comunque è uscita la versione 4.5 di ownCloud, quindi si prospetta un altro upgrade, che però stavolta dovrebbe essere un semplicissimo aggiornamento dei file! 🙂

 

Problemi tecnici

letture

Nelle settimane scorse, come i pochi utenti dei miei servizi hanno certamente notato, ci sono stati notevoli problemi tecnici che hanno causato il totale isolamento di tutti i servizi del network.

Il tutto è successo in concomitanza con le mie ferie al mare, anzi è iniziato proprio la sera del mio primo giorno di ferie 🙁 Questo mi ha impedito di poter risolvere la cosa in tempi brevi, dovendo rimandarla alle mie occasionali visite a casa durante le vacanze.

Fortunatamente da venerdì scorso ho trovato un rimedio stabile che ha permesso lo sblocco di tutti i servizi, tra i quali il più importante era senz’altro la posta, senza nuove interruzioni fino ad adesso.

Dalla settimana prossima sarò nuovamente a casa in pianta stabile – a parte i fine settimana -, e quindi non ci dovrebbero più essere disservizi di questo tipo.

Grazie a tutti per la pazienza!

to die by your side

letture

Take me out tonight
Where there’s music and there’s people
And they’re young and alive
Driving in your car
I never never want to go home
Because I haven’t got one
Anymore

Take me out tonight
Because I want to see people and I
Want to see life
Driving in your car
Oh, please don’t drop me home
Because it’s not my home, it’s their
Home, and I’m welcome no more

And if a double-decker bus
Crashes into us
To die by your side
Is such a heavenly way to die
And if a ten-ton truck
Kills the both of us
To die by your side
Well, the pleasure – the privilege is mine

Take me out tonight
Take me anywhere, I don’t care
I don’t care, I don’t care
And in the darkened underpass
I thought Oh God, my chance has come at last
(But then a strange fear gripped me and I
Just couldn’t ask)

Take me out tonight
Oh, take me anywhere, I don’t care
I don’t care, I don’t care
Driving in your car
I never never want to go home
Because I haven’t got one, da …
Oh, I haven’t got one

And if a double-decker bus
Crashes into us
To die by your side
Is such a heavenly way to die
And if a ten-ton truck
Kills the both of us
To die by your side
Well, the pleasure – the privilege is mine

Oh, There Is A Light And It Never Goes Out
There Is A Light And It Never Goes Out
There Is A Light And It Never Goes Out
There Is A Light And It Never Goes Out
There Is A Light And It Never Goes Out
There Is A Light And It Never Goes Out
There Is A Light And It Never Goes Out
There Is A Light And It Never Goes Out
There Is A Light And It Never Goes Out

[grooveshark style=”water” id=4982138][/grooveshark]

Qualche aggiornamento

letture

E’ da diverso tempo che non scrivo articoli sul blog. Semplice pausa creativa di qualche mese, mi capita spesso!

Ho fatto un po’ di aggiornamenti al software di base del sistema su cui girano i servizi, dovuti principalmente agli updates della Slackware current.

Apache è adesso alla versione 2.4.2, e soprattutto il PHP è alla versione 5.4.3. Ci sono alcuni cambiamenti significativi nel PHP rispetto alle precedenti versioni 5.x, tra cui la definitiva eliminazione di direttive che erano in stato deprecated da tempo (“register_globals“), cosa questa che ha impatto sui vari software PHP-based che forniscono alcuni servizi del network.

Mi sono accorto solo ieri, qualche giorno dopo l’aggiornamento, che i due software di webmail – SquirrelMail e Roundcube – avevano smesso di funzionare. Ieri quindi mi sono dedicato a qualche aggiornamento, e ho installato SquirrelMail 1.4.23-Svn e RoundCube 0.8-rc1, entrambi aggiornati per la compatibilità al PHP 5.4. A prima vista mi sembra che sia tutto risolto, ma se dovessero esserci ulteriori problemi gli interessati possono segnalarmelo.

Rimane invece il problema per quanto riguarda oMail-Admin, l’interfaccia web di gestione dei domini di posta virtuale su qMail. E’ un software molto vecchio, scritto ai tempi delle prime uscite di PHP5, e che richiede il parametro register_globals=on. Il software non è più sviluppato da moltissimo tempo, e non credo esistano aggiornamenti di compatibilità con le nuove caratteristiche del PHP. D’altro canto non sono a conoscenza di altri software ugualmente semplici e efficaci per la gestione dei domini virtuali su qMail+vmailMgr.

Tutto lo stack qMail-VmailMgr-oMail è in stato di “abbandono” ormai da diversi anni, ma grazie alla sua intrinseca solidità e assenza di bug significativi, rimane a mio avviso una scelta di primo livello. Le uniche difficoltà sono poste, appunto, dai cambiamenti a livello di compilatori e stack LAMP che impongono cambiamenti di configurazione e di funzioni per i quali tali software richiedono patch e modifiche. Inoltre, ho sempre avuto una innata antipatia per Postfix.. 🙂

Vedremo cosa riesco a risolvere prossimamente in merito….

 

CC BY-NC-SA 4.0 .