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Categoria: Libri

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Noir for the masses

5.262 letture

Le letture di questa estate sono state, finora, parecchio soddisfacenti. Il trittico di Hugues Pagan, di cui finora ho letto i primi due romanzi, mi si è rivelato parecchio coinvolgente. Non sono mai stato un ammiratore delle cose francesi, a parte forse le donne, ma Pagan è di origine algerina quindi forse questo spiega perchè le sue atmosfere parigine corrotte e decadenti mi vanno a genio.

Ho letto nei commenti di qualche altro lettore che il protagonista dei romanzi di Pagan si fa troppe “menate“, e in effetti non mancano le riflessioni personali, cupe, negative, disincantate, che tuttavia rappresentano il senso stesso del genere noir e senza le quali non ci sarebbe molto di cui discutere.

Nessuno dei personaggi è un santo, anzi. Poliziotti corrotti, o semplicemente inetti. Puttane, tante puttane. Ladri, trafficanti, criminali vari. Questo è il mondo di cui si parla nei romanzi, e nessuno è immacolato o innocente, nemmeno il protagonista. Nemmeno le vittime sono granchè: tutto si svolge intorno all’omicidio di una puttana (“Quelli che restano“) e di un amico poliziotto di Chess, che era corrotto e che stava pianificando un imbroglio legato a un traffico di droga (“Dead End Blues“). Ma ovviamente questo non significa che non siano dotati di umanità, di profondità e che non esprimano valori. Del resto al mondo nessuno è innocente, nemmeno i bambini.

Chess, il protagonista di Pagan, è un amante del blues e del jazz. Cita spesso Billie Holiday, la sua preferita, Louis Armstrong, Duke Ellington e altri, indicando anche brani e caratteristiche di alcune esecuzioni. Non sono mai stato un conoscitore dei generi in questione, che ho sempre rispettato da lontano, ma per l’occasione ho provato a sentire qualcuno dei pezzi citati nei libri, e non posso dire che non mi siano piaciuti.

Poi c’e’ James Crumley. Il Caso Sbagliato è una meraviglia. E’ antecedente all’Ultimo vero bacio, il suo romanzo più osannato da critica, appassionati, colleghi scrittori, ecc. ma è veramente forte. Il magma da cui viene fuori è lo stesso: alcohol e autodistruzione. C. W. Sighrue dell’Ultimo vero bacio è più tagliente e cinico, Milo Milodragovitch è forse meno distaccato e più legato ai suoi amici e all’amore, ma la potenza che esprimono è la stessa. I luoghi in cui si svolgono le vicende sono così surreali nella loro misera semplicità. Bettole, bar malfamati, case maltenute abitate da ubriaconi, un mondo splendente nella sua decrepita corruzione. E anche qui nessuno è innocente.

Acquisti per l’estate

4.299 letture

Il ritmo con cui leggo libri è molto blando, dato che lo faccio solo nei fine settimana o durante le ferie, per cui i volumi che ho acquistato in questi giorni mi rimarranno buoni quasi sicuramente per tutta l’estate.Ultimi acquisti

Si tratta di un paio di romanzi di James Crumley, Il Caso Sbagliato e La Cattiva Strada, entrambi tradotti da Luca Conti, che è forse il più grande fan di Crumley. Finora ho letto solo L’Ultimo Vero Bacio, ed è stato davvero splendido. A sentire i commenti si dice che non abbia mai più raggiunto l’apice di quel libro, ma è sempre meglio giudicare di persona no?

Poi c’è un’opera di Josè Donoso, L’osceno uccello della notte, che mi è stato consigliato da un’amica su Facebook. Non so nulla dell’autore e quindi è un po’ un pacco a sorpresa.

Altro autore di cui non so nulla è Hugues Pagan, un francese di origine algerina che scrive romanzi noir ambientati a Parigi. Le recensioni considerano alcuni dei suoi romanzi come tra i migliori noir europei mai scritti, e così ho deciso di provare a leggerlo, e siccome le opere migliori formano una trilogia, le ho prese tutte e tre: Dead End Blues, Quelli che restano, La notte che ho lasciato Alex.

Ci sarà da divertirsi!

Gorky Park

4.461 letture

Ho iniziato a leggere Gorky Park, di Martin Cruz Smith.

Ho adorato il film negli anni ’80, e ne posseggo anche il DVD. Di solito i libri sono molto meglio dei film ad essi ispirati, per via del fatto che in genere i film tagliano via un sacco di trama, riducono o amplificano l’importanza di alcune storie o personaggi, alcuni li eliminano del tutto, e in alcuni casi sciagurati invece inventano personaggi o addirittura stravolgono le vicende o i finali.

Negli ultimi tempi (anche non recentissimi) ho letto svariati romanzi di Kaminsky della serie di Porfiry Petrovic Rostnikov, e quindi l’atmosfera della Russia pre-caduta del muro, con il KGB, i dissidenti, la neve, il crepuscolo, ecc. mi è familiare e conforta un po’ il mio animo comunista che continua a guardare a certe cose con un pizzico di ammirazione, pur riconoscendo errori e storture.

Vedremo alla fine del libro che impressione avrò…

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