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Aggiornamenti estivi 2026

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Approfittando della pausa estiva, ho dedicato un po’ di tempo alla manutenzione e all’evoluzione del LoneStar Network. Raccolgo in questo post un riepilogo degli interventi principali realizzati in queste settimane, sia per condividere le novità dell’infrastruttura, sia come promemoria personale.

Interventi e Aggiornamenti

  • Servizio Mail: completata la migrazione della gestione DKIM su s/qmail, abbandonando il vecchio wrapper qmail-remote.sh in favore della gestione nativa introdotta con s/qmail 4.

  • Servizio Music (privato): rilasciato in produzione il fork personale di GNU FM (v0.1.4), che introduce il nuovo tema grafico e funzionalità estese di amministrazione e reportistica.

  • Servizio OpenSim: aggiornato il container Docker da OpenSimulator 0.9.2.2 a 0.9.3.0, con migrazione del runtime da .NET Mono 6 a .NET 8 e passaggio dell’architettura da standalone a grid locale. A causa dell’incompatibilità di Diva Wifi con .NET 8, ne ho accantonato il tentativo di implementazione e sto attualmente lavorando all’integrazione del plugin WordPress w4os per la gestione via web della Region. Questo plugin sembra essere l’unico web management per OpenSimulator con un qualche sviluppo ancora in corso.

  • Servizio Document Management (privato): aggiornato lo stack Docker di Alfresco CE dalla versione 26.1 alla 26.2 (con ACS 26.2 e Share 26.3.0). L’intervento ha comportato la migrazione del database da PostgreSQL 15.6 a 17.9 e il passaggio del motore di ricerca da Solr6 a OpenSearch 2.0.

IPv6 compliance

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Uno dei risvolti positivi legati al cambio di provider internet del LoneStar Network è la disponibilità di una subnet /56 ipv6 statica.

In precedenza avevo sperimentato qualcosa con il servizio di Hurricane Electrics che mette a disposizione indirizzi ipv6 tramite ipv4, ma la notevole latenza e le disconnessioni del tunnel lo rendevano poco affidabile.

Adesso invece tutti i servizi essenziali sono raggiungibili anche in ipv6 con prestazioni identiche a quelle in ipv4. In particolare oltre al portale Webmail e ai siti LoneStar.it e UnixPortal.net , anche il server di posta scambia connessioni smtp su ipv6 in ingresso e in uscita con i server esterni che lo supportano.

Un bel passo avanti.

Grandi cambiamenti

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In questi giorni si è realizzato un cambiamento epocale nel LoneStar Network 🙂

Ho compiuto un passaggio tecnologico dalla precedente connessione FTTC 200M ad una nuova connessione FTTH 2.5G. Di conseguenza la banda disponibile è salita in maniera esponenziale.

Ma non solo. Nel passaggio ho anche cambiato provider di connettività, passando da TIM a NavigaBene.it. Questo significa che ho abbandonato la storica subnet di indirizzi ip che avevo in uso da oltre un decennio, passando a una nuova subnet fornita dal nuovo provider.

Sono sempre stato titubante ad effettuare questo tipo di passaggio nel timore di perdere gestibilità a livello di rDNS, ma con mia grande sorpresa sono riuscito ad ottenere le stesse features dal nuovo provider nonostante la differenza di tipologia contrattuale. Sono rimasto piacevolmente colpito dalla rapidità e competenza del servizio tecnico, con cui ci siamo intesi al volo su quanto necessario e tutto è andato nel migliore dei modi.

Le riconfigurazioni del router e del dns sono state relativamente rapide e senza grandi intoppi.

Eccoci dunque qui pronti a nuove avventure! 😉

Siamo l’ultima generazione? No, siamo solo l’ultima frase fatta

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Articolo scritto con l’uso di Intelligenza Artificiale

Quante volte sentiamo frasi come:

“Siamo l’ultima generazione che può salvare il pianeta.”

“Siamo l’ultima generazione a conoscere la vita senza internet.”

Espressioni ad effetto, spesso utilizzate nei discorsi politici, ambientalisti, motivazionali o nostalgici. Ma c’è un problema serio dietro queste formule: l’uso scorretto del termine generazione.

Nel linguaggio comune, si è diffusa l’idea che “generazione” significhi semplicemente noi oggi, come se tutta la popolazione vivente appartenesse alla stessa categoria temporale, storica e culturale. Questo è concettualmente sbagliato.

In realtà, le generazioni si susseguono nel tempo, si sovrappongono, convivono. Un bambino nato oggi non appartiene alla stessa generazione di chi ha 50 o 70 anni. Dire quindi che “siamo l’ultima generazione che…” presuppone un’uniformità che non esiste.

Le generazioni si distinguono (e si rinnovano)

In demografia, una generazione è definita come l’intervallo medio tra la nascita dei genitori e quella dei figli, solitamente attorno ai 25-30 anni. Ma nel linguaggio socioculturale, le generazioni vengono identificate in cicli ancora più brevi — spesso ogni 7-15 anni — per riflettere cambiamenti nei valori, nei riferimenti storici, nell’accesso alla tecnologia e nei modelli educativi.

Ecco un esempio di come vengono comunemente suddivise:

  • Baby Boomers (nati 1946–1964)
  • Generazione X (1965–1980)
  • Millennial (1981–1996)
  • Generazione Z (1997–2012)
  • Generazione Alpha (dal 2013 in poi)

Tutte queste generazioni coabitano oggi nel mondo, ognuna con esperienze diverse, con ruoli e responsabilità diverse nella società.

Un problema retorico (e ideologico)

L’espressione “siamo l’ultima generazione che…” è anche una scorciatoia retorica. Serve a:

  • creare allarme o urgenza morale
  • evocare un senso di responsabilità collettiva
  • o, al contrario, una forma di nostalgia/autocelebrazione (“noi sì che sappiamo com’era la vera vita”)

Ma non è neutra: è un modo di semplificare la realtà e di parlare a nome di tutti, senza distinguere chi sta parlando né a chi ci si rivolge.

In certi casi, può addirittura contribuire a generare tensioni artificiali, come nei discorsi sul “conflitto generazionale” (giovani vs vecchi), spostando l’attenzione dalle vere cause strutturali dei problemi verso colpe immaginarie.

Le parole non sono dettagli secondari: strutturano il pensiero, orientano il modo in cui leggiamo la realtà e parliamo delle responsabilità, dei diritti, delle possibilità. Usare male il termine “generazione” significa semplificare una realtà complessa, impedendo un’analisi lucida dei problemi (ambientali, sociali, politici) che invece richiedono profondità e precisione.

Un nuovo laptop

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Alcuni giorni fa, dopo lunghe meditazioni, attese e riflessioni, ho ordinato e ricevuto un nuovo laptop per sostituire il Dell XPS 13 9350 che ho utilizzato sin dal 2016.

Si tratta di un Lenovo Thinkbook 14 Gen 7 IML, processore Intel Core Ultra 7 155H, 32GB di RAM, disco nvme da 1TB.

Il laptop per me rappresenta un secondo computer, in quanto per la maggior parte del tempo uso la postazione desktop fissa che ho a casa. Nei fine settimana e durante le ferie o altre occasioni in cui mi allontano dalla workstation uso invece il laptop, che nella mia casa al mare si trasforma in una postazione fissa con monitor esterno, tastiera e mouse usb.

Anche sul laptop ovviamente ho una istanza di Slackware Linux, e la trasferisco da un portatile all’altro senza installare ex novo. In questo caso ho preparato una penna usb con una iso di LiveSlak usando Rufus. Ho avviato il notebook da usb con l’opzione di Secure Boot disattivata e ho proceduto a partizionare il disco.

Ho poi connesso il nuovo laptop al vecchio tramite cavo di rete e proceduto a effettuare un rsync delle partizioni del vecchio laptop su quelle del nuovo.

La parte più divertente è quella della sistemazione del boot UEFI. Una volta copiata la distribuzione ed effettuato un chroot, ho proceduto per prima cosa ad effettuare l’enrollment delle chiavi di firma preesistenti per il secure boot. Uno strumento molto semplice e versatile da usare per questo e per la gestione del secure boot in generale è sbctl. Dopo questa fase, ho aggiunto il mio bootloader al menu di boot utilizzando efibootmgr impostandolo come boot primario. E’ stato sufficiente riavviare, riattivare il secure boot nel bios, e tutto è andato su come da attese.

Le periferiche e le nuove funzionalità sono state tutte supportate dalla Slackware senza alcuna difficoltà e le prestazioni sono notevolmente incrementate rispetto al precedente laptop vecchio di più di 8 anni.

Un risultato soddisfacente in poco tempo!

CC BY-NC-SA 4.0 .