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25 aprile 2013: ora e sempre resistenza!

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25aprile2013

Cairo Dock

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Qualche tempo fa avevo scritto un post trionfante sull’essere riuscito ad installare Avant Window Navigator (AWN) sulla mia Slackware.

Da allora l’ho sempre usato con soddisfazione sul mio laptop, e la dock si è dimostrata sempre funzionale, veloce e gradevole.

Tuttavia col passare del tempo si sono manifestati dei problemi, dovuti principalmente alla mancata evoluzione di AWN nel tempo. Infatti il software è rimasto dal 2010 alla versione 0.4.0 e non sono più usciti aggiornamenti, a parte una 0.4.1-trunk scaricabile dal sito di sviluppo ma anch’essa risalente ormai a molto tempo fa.

Con l’evolversi delle versioni di KDE, arrivato adesso alla 4.10.2, alcune funzioni di integrazione  tra la dock e il desktop environment hanno cominciato ad avere problemi, ed in particolare ha smesso di funzionare la possibilità di vedere le varie finestre aperte da un’applicazione cliccando sull’icona dell’applicazione stessa nella dock di awn. Di conseguenza non è stato più possibile passare da una finestra all’altra di uno stesso programma tramite l’icona della dock. E’ evidente che questo toglie moltissimo alla funzionalità della dock, costringendo a usare la taskbar tradizionale di KDE o il menu di ALT-Tab per passare da una finestra all’altra.

Per questa ragione alla fine mi sono convinto ad abbandonare AWN al suo destino, e a passare a qualcos’altro, nello specifico la nuova Cairo Dock versione 3.2.0.

cairo1Cairo Dock è attivamente sviluppata e la versione in questione è di recente uscita. E’ sviluppata principalmente per l’ambiente Gnome, come del resto era AWN e come lo sono un po’ tutte le dock, ma supporta l’integrazione in KDE ed è quindi usabile senza problemi. E’ molto configurabile e prevede diversi temi dagli aspetti più svariati, compresa la classica emulazione della dock di Mac OS X, che è un po’ il punto di partenza e di ispirazione di tutte le dock su Linux, ma dalla quale poi tutte si dipartono realizzando effetti, funzioni e parametrizzazioni che non sono assolutamente possibili su un desktop Mac.

cairo2

 

Su Slackware, Cairo Dock è disponibile tramite SlackBuilds.org insieme ai relativi plugin. E’ sufficiente editare i riferimenti ai numeri di versione negli script di compilazione per ottenere il pacchetto binario della release attuale.

Piccoli aggiornamenti al sito

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Oggi ho approfittato di un po’ di buona volontà per fare degli aggiornamenti al sito.

Ho installato l’ultima versione del Sociable Connect Plugin, che gestisce il collegamento a Facebook, ma adesso ha aggiunto anche la possibilità di effettuare login con account Google+ e Twitter. Di conseguenza adesso è possibile accedere a LoneStar.it anche tramite l’uso di questi altri sistemi di autenticazione.

Ho anche riorganizzato il widget della FanBox alle mie due pagine FB dedicate alle collane del Giallo Mondadori, e risistemato il badge che collega al mio account Google+.

Inoltre la settimana scorsa avevo aggiunto un widget laterale che mostre le ultime immagini caricate sul mio profilo Instagram, carine per chi ama la fotografia “artistica”.

Night is the new day

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Tracklist:
1. Forsaker
2. The Longest Year
3. Idle Blood
4. Onward Into Battle
5. Liberation
6. The Promise of Deceit
7. Nephilim
8. New Night
9. Inheritance
10. Day and Then the Shade
11. Departer

No more Webshots

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Nel mondo di internet sono pochi i servizi che esistono da 20 anni. Persino l’onnipotente Google esiste soltanto da circa 14 anni, e io ricordo ancora un sacco di servizi popolarissimi risalenti a periodi precedenti e di cui non c’è più alcuna traccia.

Webshots esiste dal 1998, ed è nato come servizio di download di immagini da usare come sfondo (wallpaper) di Windows, aggiungendo poi nel giro di breve la possibilità di caricare foto da parte degli utenti, e di esporli in aree tematiche agli altri utenti, consentendo di votarle, scaricarle come proprio sfondo, inserirle in siti terzi tramite url, ecc. Insomma, un po’ quello che fa Flickr – anche se non esattamente – ma da prima che ci fosse Flickr.

Con gli anni si è sviluppata una comunità vasta e attiva, e molto focalizzata, composta soprattutto da fotografi professionisti e amatoriali di alto livello, alquanto diversa da quelle che si sono formate negli anni successivi intorno ad altri servizi di sharing di immagini, che sull’onda delle novità di internet si sono popolati principalmente di utenti giovani e dotati di apparecchiature poco professionali (principalmente cellulari e macchine fotografiche digitali economiche), e con un interesse marginale per la fotografia artistica.

Webshots come azienda negli anni è passata di mano diverse volte, e per una certa fase della sua vita è stata anche un affare piuttosto redditizio, tanto da consentire ai creatori originali di incassare notevoli cifre a seguito della prima cessione. Circa 5 anni fa American Greetings, un colosso americano dei biglietti di auguri, ha acquistato Webshots e sembrava intenzionato a infondergli nuova vita.

Il tutto è andato avanti finora in tutta tranquillità per gli utenti del servizio, che hanno continuato pacificamente per decenni a condividere le loro foto, a scaricare sfondi, a pagare la sottoscrizione annuale, e a ritenere che non ci fossero problemi di sorta.

Invece il 1 ottobre 2012 arriva il fulmine. Sulla pagina Facebook dedicata a Webshots compare un annuncio: il servizio è stato ceduto da American Greetings a due dei suoi creatori originali, i quali sono felici di annunciare che hanno concepito un nuovo servizio di cloud storage delle immagini. Il vecchio sito morirà il 1 dicembre, e il nuovo servizio supporterà solo alcune delle precedenti funzioni, avendo un diverso orientamento di fondo.

La reazione della comunità degli utenti è stata una delle più stupefatte e addolorate che abbia mai visto. In tanti anni ho visto chiudere o cambiare radicalmente tantissimi servizi e siti online, e in genere c’è sempre una certa reazione negativa da parte di un gruppo di utenti di solito ridotto, una reazione possibilista da parte della gran parte dei membri, e una reazione entusiasta da parte di quelli che già sapevano delle novità, o che avevano tanto da lamentarsi del vecchio servizio. In questo caso invece la reazione negativa è stata unanime. Gente che posta foto da 10, 15, 18 anni letteralmente in lacrime all’idea di perdere gli amici di tutti i giorni, di non poter più partecipare ai contest mensili, di non poter più vedere nuove immagini.Tutti sorpresi da una notizia di cui fino a poche ore prima non c’era il minimo sentore. Soprattutto gli utenti paganti che fino al giorno precedente si erano visti regolarmente rinnovare la sottoscrizione periodica per un altro anno di un servizio che invece non ci sarebbe stato più, non nella forma per la quale avevano pagato.

Il comunicato iniziale dei gestori tutto orientato ad annunciare con gioia il nuovo servizio e a liquidare laconicamente chi ancora fosse interessato a un sito web “1.0” a rivolgersi ad altri servizi come Flickr, Instagram, ecc.

Ma il tono delle reazioni è stato talmente indignato da costringere i gestori, che inizialmente avevano forse sperato in una calda accoglienza, ad assumere un atteggiamento più contrito, a dichiararsi dispiaciuti per la perdita inflitta alla comunità (che di fatto viene annullata), a spiegare che i costi di mantenimento del sito di Webshots ammontano a qualche milione di dollari l’anno e che l’insostenibilità di tali spese era stata già decretata da 6 mesi, per cui senza questo intervento di salvataggio in realtà il sito sarebbe già stato chiuso.

In fretta e furia sono stati preparati i moduli per chiedere il rimborso delle quote di sottoscrizione pagate, facendo lievemente trasparire l’illusione iniziale che l’accoglienza sarebbe stata ampiamente positiva e che tutti o quasi avrebbero continuato a pagare per il nuovo servizio, senza che ci fosse bisogno di pensare a rimborsi.

Per farla breve comunque, presto dunque sparirà uno dei portali di fotografia più noti e usati, e senza dubbio quello che esiste da più tempo, lasciando tanta tristezza, delusione, e qualche community di utenti timidamente migrata su Flickr e su Facebook.

Personalmente mi sono abbonato a Webshots nel 2001, e da allora l’ho utilizzato principalmente come fonte giornaliera di nuovi sfondi per il desktop dei miei vari pc in partizione Windows. La collezione di immagini scaricate può essere preservata e convertita dal formato proprietario che usa il client Webshots a semplici file jpg, quindi almeno lo storico e il ricordo di quello che è stato un servizio molto bello e amato possono essere preservati.

CC BY-NC-SA 4.0 .