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Categoria: LoneStar Network

New Weave

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Vista la mia risaputa fissazione anti-cloud, già da tempo utilizzo un servizio privato di Firefox Sync su un mio VPS, che uso per tenere in sincronia le mie varie installazioni di Firefox a casa, al lavoro e sul cellulare, in modo da portarmi appresso password e tab aperte. Non i bookmark, perchè per quelli uso Delicious.

Con l’uscita di Firefox 5.0 il Minimal Server di Mozilla Weave che avevo installato ha smesso di funzionare. Dopo una rapida consultazione su Google, ho scoperto che il software è stato aggiornato per poter funzionare con FF5, ma è stato anche deprecato dagli autori, i quali consigliano di utilizzare la suite completa di Mozilla Sync, scritta in Python con tanto di backend sql, che è ormai diventata “semplice” da installare.

Mi sono quindi documentato in merito. Ovviamente non c’è nulla per Slackware, ma il metodo di installazione consigliato è quello di scaricare i sorgenti dal repository, e quindi è abbastanza distribution-agnostic. Quindi ho installato i prerequisiti, messo da parte la vecchia cartella del VirtualHost che contiene il vecchio servizio weave, scaricato, editato i file secondo le istruzioni e… non funziona. Ovvio. La documentazione è scritta in maniera approssimativa,e indagando fra forum e commenti sui blog si scopre che le istruzioni di configurazioni fornite partono dall’assunto che si siano definiti alcuni alias per i nomi dei backend sql da utilizzare, cosa che ovviamente solo gli sviluppatori che ci lavorano tutti i giorni sanno fare e hanno fatto.

Quindi riedito la configurazione specificando i backend per esteso, riavvio i servizi, tento di collegarmi al sync e… non funziona. Leggo i log del servizio e scopro che cerca di scrivere sul database sqlite ma questo è in sola lettura. Eh si, perchè nelle istruzioni viene detto di configurare il tutto usando un nome utente e un nome gruppo, ma non viene detto se questi vanno creati a mano nel sistema operativo, se normalmente esistono di già o che altro. Alla fine capisco che normalmente esistono di già in una distribuzione Linux, ma in Slackware il gruppo a cui l’utente in questione è associato è diverso da quello dato per assunto. Allora riedito la configurazione, cambio un po’ di permessi e… vualà! Funziona!

Ho quindi in linea un nuovo servizio di Mozilla Sync con backend SQLite, compatibile con FF5, aggiornabile dal repository di sviluppo per le successive versioni, e al quale ho già collegato il FF del notebook e quello del cellulare. Rimangono da ricollegare le altre installazioni, e anche questa è fatta.

Attiva funzione Push Mail

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Ho appena configurato e testato il servizio di Push Mail sugli account IMAP di LoneStar.it, quindi adesso gli utenti possono usufruire di questa funzione.

La Push Mail consiste nel fatto che quando arriva un nuovo messaggio di posta, si ha una notifica immediata senza attendere i minuti di controllo periodico che sono impostati nel proprio client di posta.

Questa funzione è particolarmente amata da chi consulta la posta tramite telefoni cellulari, in quanto si viene avvisati subito della presenza di un nuovo messaggio e si può andare a leggerlo e rispondere.

NB: Si tratta di un push realizzato tramite la funzione IMAP IDLE, i cui risultati sono identici a quelli delle funzioni Push di Blackberry, SyncML, ActiveSync, Exchange, ecc. Affinchè funzioni è necessario utilizzare un client di posta che supporti la funzione IDLE per gli account IMAP.

La mia nuvola

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Fedele alle mie parole riguardo al cloud computing, ho deciso di provare a mettere su la mia installazione di ownCloud.

ownCloud è un progetto realizzato dal team di KDE che ha per obiettivo quello di realizzare una piattaforma personale per la memorizzazione condivisa di file e informazioni.

Detto in parole povere e facendo riferimento a termini ormai largamente conosciuti in tutto il Web 2.0, si tratta di un Dropbox personale, installato e gestito su un sistema di nostra proprietà, che utilizza i nostri indirizzi ip e il nostro spazio disco.

Nella pratica non è altro che un servizio WebDAV vestito a festa, con un portalino in PHP per la configurazione e la gestione. Il WebDAV non è una novità, esiste da parecchi anni, ma ora sta vivendo una nuova popolarità grazie ai vari servizi di spazio disco cloudizzato che lo usano come base.

I requisiti sono davvero minimi: ci vuole una distribuzione Linux con Apache, PHP, mySQL oppure SQLite come backend, e un po’ di spazio libero su disco. Nel mio caso ho usato la stessa macchina virtuale dove gira il servizio di monitoring, e le ho assegnato uno disco virtuale aggiuntivo all’interno del datastore di vSphere.

In verità manca ancora qualcosa affinche ownCloud abbia le stesse funzioni di Dropbox, ossia un client di sincronizzazione da installare in locale, che permetta di tenere una cartella locale in sincronia con la copia sul server e poterla poi ricopiare su diverse macchine. Il client è in lavorazione ma non è ancora utilizzabile.

Allo stato attuale si può usare ownCloud tramite webDAV da ogni dispositivo che lo supporta, ed è possibile “montare” lo spazio web in KDE con Dolphin, aggiungendo una nuova cartella di rete.

Per gli avventurosi utenti del LoneStar Network che volessero provarlo, contattatemi via mail per avere un account. Non appena saranno disponibili client di facile utilizzo per Linux/Mac/Windows pubblicherò le adeguate istruzioni, e il servizio entrerà a far parte degli strumenti a disposizione del LoneStar Network.

Habemus Monitoring!

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Spinto dal fatto che al lavoro si sta insistendo molto sull’uso di sistemi di monitoraggio proattivi per tenere sotto controllo lo stato dei server e degli apparati dei clienti, mi sono deciso a fare la stessa cosa per il LoneStar Network, e quindi ho installato Zenoss – una soluzione open source per il monitoraggio delle componenti informatiche.

Zenoss è prodotto da un’azienda che lo distribuisce a livello commerciale, ma la versione Core è distribuita liberamente e gratuitamente, e contiene tutto il necessario per ottenere bei risultati.

Gli ho dedicato una macchina virtuale Slackware64, e dopo una giornata di lavoro il sistema è venuto su già a un ottimo punto. Tramite SNMP, WMI per i sistemi Windows e SSH per alcune installazioni particolarmente antiche, tengo ora sotto controllo i server e gli apparati di rete a casa, una macchina VPS a noleggio negli Stati Uniti, e i server di RedBaron. Il tutto con tanto di email e sms in caso di guasti gravi, tenendo conto di ritardi per dare il tempo ai problemi di risolversi eventualmente da soli, di finestre di manutenzione programmata, e di tentativi di intervento automatico per il ripristino di servizi che dovessero stopparsi improvvisamente.

Un ottimo risultato!

Nuovo sito

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Come potete vedere, ho messo in linea il nuovo portale.

Mancano ancora alcuni dettagli, alcune gallerie fotografiche e qualcosina d’altro, ma il grosso del lavoro è fatto e quindi mi è parso giusto procedere a renderlo disponibile al pubblico.

Come annunciato, ho abbandonato Xoops e ho travasato i vari contenuti su WordPress, al momento alla versione 3.0.1. La maggior parte del lavoro è consistita nel riportare i vecchi articoli e nel rintracciare e mettere a punto i vari plugin necessari per ottenere tutte le funzioni che desideravo attivare.

Le novità principali sono:

  • Layout con doppia colonna a destra, nella colonna più interna si trovano gli elementi legati al sito stesso (archivio articoli, modulo di login, ecc.), mentre nella colonna esterna ho piazzato gli elementi più “social”: i collegamenti con Facebook, Twitter, Grooveshark ecc.
  • Migliore integrazione con Facebook: oltre a loggarsi con il proprio account FB, è possibile commentare, cliccare “mi piace”, riportare su FB l’articolo e i propri commenti, ecc.
  • Contenuti Social migliorati: c’e’ un nuovo modulo con i miei brani preferiti da Grooveshark, i miei libri da Anobii, i miei tweets su Twitter e i dents su Identi.ca, più eventuali altre cose future.
  • Miglior gestione della doppia lingua: l’intero sito è disponibile sia in italiano che in inglese, senza più una stretta dipendenza tra le due parti, nel senso che nella parte inglese possono esserci articoli diversi da quella italiana, e non soltanto semplici traduzioni degli articoli in italiano.
  • Network Community page: i link e le funzioni per gli utenti abilitati del LoneStar Network si trovano nella pagina Network Community, alla quale si accede cliccando dal menu in alto sotto l’intestazione.
  • Impostazione in stile blog: per lungo tempo ho preferito mantenere per il mio sito una impostazione di tipo “portale” piuttosto che blog, con la presenza dei forum, che ho sempre giudicato più democratici. Ma col passare degli anni i forum non sono stati utilizzati da nessuno, e le uniche interazioni che ho avuto sono state tramite commenti agli articoli, quindi ho deciso di rimuovere i forum e dare più importanza agli articoli che scrivo.

Ogni commento, critica, complimento, insulto, è al solito bene accetto 🙂

CC BY-NC-SA 4.0 .